Chiesa Monumentale di San Michele - sec. XVIII 

La chiesa, costruita nel 1719, fu eretta per volere di Madre Serafina di Dio, che fece voto di costruire una chiesa per l’Arcangelo a seguito della sconfitta dei Turchi ad opera dell’Impero Austriaco.

Caratterizzato da pianta ottagonale e a croce greca, l’interno trova il suo elemento più prezioso nel luminoso pavimento settecentesco in maioliche di Leonardo Chiaiese, sul quale è rappresentata la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre; l’opera non è calpestabile e si può osservare passando su una pedana che la circonda. E’ pregevole anche l’altare maggiore, in marmo, di Agostino Chirola su disegno dell'ingegnere Angelo Barletta, con il dipinto dell’Arcangelo Michele; sui lati vi sono due sculture di angeli, ugualmente in marmo. Inoltre, sopra l’altare è stata collocata una statua lignea dell’Immacolata.

La Chiesa di San Michele costituisce uno dei maggiori emblemi del barocco napoletano; a breve distanza da qui si può continuare l’itinerario storico culturale della città visitando la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli e la Chiesa di Santa Sofia, oggi sede parrocchiale.

 
 
 
 
 
 
 

Alla scoperta dell’incantevole Villa San Michele

Costruita a 327 metri di altezza dal livello del mare, Villa San Michele è il capolavoro del medico e scrittore svedese Axel Munthe. Al suo interno, importanti reperti archeologici tra cui frammenti di sarcofagi, busti, pavimenti romani, marmi e colonne

Situata sul versante nord-orientale di Anacapri, uno dei comuni in cui si divide amministrativamente l’isola di Capri, a 327 metri di altezza dal livello del mare, si trova la stupenda Villa San Michele che tra il 1896 e il 1907 fu dimora del suo creatore, il medico e scrittore svedese Axel Munthe. Poco dopo il successo del libro “La storia di San Michele”, tra i libri più venduti del 900’, tradotto in 45 lingue, esperanto compreso, la Villa venne gradualmente aperta al pubblico e trasformata, dal 1950, in una casa-museo circondata da un rigoglioso giardino in cui, l’eccentrico creatore collocò 2 betulle dalla Svezia, la grande pergola, la terrazza con le colonne bianche, decine di oggetti eclettici, dalla Sfinge egiziana in granito, alla testa di Medusa del IV secolo.

La Villa San Michele, che sorge lì dove un tempo vi era una stupenda villa imperiale ed una cappella dedica a San Michele, si articola su vari livelli: al primo piano lo studio; poi vi è una loggia che attraversa pergole e colonne per giungere ad un belvedere circolare affacciato sul Golfo di Napoli. Nella Villa sono conservati reperti archeologici recuperati da Munthe a Capri, Anacapri e dintorni o a lui donati da amici, tra cui spiccano frammenti di sarcofagi, busti, pavimenti romani, marmi e colonne, oltre che una tomba greca. Si tratta, come scriveva lo stesso Munthe, di “una casa aperta al sole, al vento e alle voci del mare e, come un tempio greco, con luce, luce ovunque”. Nel microclima del rigoglioso giardino convivono piante tipiche della flora mediterranea e rarità, tra cui la Kochia saxicola, in via d’estinzione, sopravvissuta solo a Capri e Strombolicchio. Attualmente Villa San Michele è una stazione di ornitologia ed una meravigliosa oasi naturale che ospita studiosi e artisti, organizza manifestazioni culturali, rassegne musicali ed eventi speciali.

19 ottobre 2015 22:39 - Caterina Lenti

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